(07/02/2012)
Nell’ambito del progetto europeo FRATT (Fighting Racism Throught Theatre), combattere il razzismo attraverso il teatro, Giolli Coop organizza un laboratorio teatrale sui temi delle differenze, dell’incontro con l’altro, alla ricerca delle possibili vie per una conoscenza profonda tra cittadini che vivono il medesimo territorio.
Il tutto a partire da una ricerca teatrale sulla figura dei Barbari e sul concetto di barbarie.
Ma chi sono i Barbari?
A questa domanda provano a rispondere Vanja Buzzini e Massimiliano Filoni che condurranno il laboratorio Sabato 11 Febbraio 2012 dalle ore 10.00 alle ore 18.30 – presso il Centro Sociale Il Tulipano di Parma.
Filoni: È quello che cercheremo di scoprire durante il laboratorio. Non partiamo da una definizione preconfezionata. Con le tecniche teatrali esploreremo questo tema provando a definire chi siano oggi i barbari. Anticamente i greci definivano tali coloro che non riuscivano a parlare con sufficiente abilità il greco.Barbaro deriva, per assonanza,dai primi tentativi di sillabazione di un bambino molto piccolo che ripete “ba- ba- bar – ba – bar – ba . A questi primi tentativi di parlare corrispondevano i maldestri tentativi dei non greci, incapaci di padroneggiare la lingua di Pericle e di Platone. Ma più del fatto linguistico colpisce il giudizio sull’altro che se ne può trarre. I non greci sono inferiori, incapaci persino di parlare correttamente, appartengono ad un mondo subalterno e violento, pericolo.
Buzzini: A questo si aggiunge il fatto che i barbari erano tali senza distinzione di provenienza. Non importava quale fosse la loro terra di origine, la loro cultura di appartenenza erano tutti uguali, tutti barbari.
Oggi assistiamo ad un fenomeno simile: filippini, nigeriani, senegalesi, tunisini, indiani, pakistani o sudamericani sono tutti uguali, sono tutti extra – comunitari. Anche in questo caso più della confusione “geografica” colpisce il giudizio morale che ne consegue. Extracomunitario significa culturalmente inferiore; significa pericoloso, sospetto, invasore.
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